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	<title>CGIL Livorno &#187; FLC</title>
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		<title>8 ottobre: Pubblico è futuro</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 08:46:40 +0000</pubDate>
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		<title>8 ottobre: &#8220;Pubblico è futuro&#8221;. Bus da tutta la provincia</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si intensifica la battaglia dei lavoratori del pubblico impiego e della conoscenza per il lavoro, i diritti e per un futuro dignitoso per il Paese e per le nuove generazioni. Due le importanti tappe per la valorizzazione del lavoro pubblico a partire dal rinnovo dei contratti nazionali e della difesa della democrazia attraverso il voto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/09/volantino-8-ottobre-fp.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3513" title="volantino 8 ottobre fp" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/09/volantino-8-ottobre-fp-664x940.jpg" alt="volantino 8 ottobre fp" width="279" height="395" /></a>Si intensifica la battaglia dei lavoratori del pubblico impiego e della conoscenza per il lavoro, i diritti e per un futuro dignitoso per il Paese e per le nuove generazioni. Due le importanti tappe per la valorizzazione del lavoro pubblico a partire dal rinnovo dei contratti nazionali e della difesa della democrazia attraverso il voto delle RSU nei posti di lavoro. Primo importante appuntamento, <span style="color: #ff0000;">sabato 8 ottobre, quando i lavoratori pubblici insieme ai lavoratori della scuola, dell&#8217;università e della ricerca sfileranno a Roma da Piazza della Repubblica fino a Piazza del Popolo in occasione della manifestazione proclamata dalla FP e FLC CGIL.</span> Una giornata di mobilitazione nazionale che fa seguito allo Sciopero Generale della CGIL del 6 settembre scorso contro una manovra finanziaria che si è accanita soprattutto contro il lavoro pubblico e i servizi pubblici. <span style="color: #ff0000;">Dalla provincia di Livorno partiranno alcuni bus che porteranno alla manifestazione di Roma. Puoi prenotare il tuo posto entro lunedì 3 ottobre, contatta i delegati d&#8217;azienda oppure chiama il numero 0586 228465.</span><span id="more-3512"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Chiediamo al Governo di stralciare la manovra e di aprire una discussione, con le parti sociali e con il Parlamento, su quale provvedimento finanziario ha bisogno realmente questo Paese&#8221; ha dichiarato il Segretario Generale della FP CGIL Rossana Dettori, invitando lavoratori e cittadini a scendere in piazza per rivendicare un servizio pubblico di qualità. “Ci mobilitiamo &#8211; ha proseguito la dirigente sindacale &#8211; per difendere i diritti nel lavoro pubblico, il diritto al contratto nazionale, alla contrattazione integrativa, per un giusto salario e un giusto riconoscimento del lavoro”. A fianco a queste rivendicazioni prosegue la battaglia della CGIL per garantire la qualità dei servizi pubblici ai cittadini perchè, come recita lo slogan della manifestazione nazionale dell&#8217;8 ottobre: &#8216;Pubblico è futuro!&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Effetto precari: Flash mob a Effetto Venezia</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 08:23:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Hanno cantato la loro protesta a bordo di una barca lungo i fossi della Venezia, ricevendo applausi dalla gente che sostava tra le bancarelle. Questo il flash mob organizzato dai precari della scuola Cgil che, oltre alla contestazione in barca, hanno poi srotolato uno striscione in piazza dei Domenicani: &#8220;Precari non più disposti a tutto&#8221;
IL [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2010/06/flc.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1646" title="flc" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2010/06/flc.jpeg" alt="flc" width="143" height="90" /></a>Hanno cantato la loro protesta a bordo di una barca lungo i fossi della Venezia, ricevendo applausi dalla gente che sostava tra le bancarelle. Questo il flash mob organizzato dai precari della scuola Cgil che, oltre alla contestazione in barca, hanno poi srotolato uno striscione in piazza dei Domenicani: &#8220;Precari non più disposti a tutto&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong><a href="http://www.tutv.it/video/iltirreno/722-flash-mob-dei-precari-della-scuola-a-effetto-venezia">IL VIDEO DEL FLASH MOB</a></strong></span></p>
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		<title>Speciale Voci dalla Piazza&#8230; Marco &#8220;Non siamo più disposti a tutto&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 08:56:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marco Marmeggi insegnante
L&#8217;esclamazione BASTA! che abbiamo scelto per raccontare questo sciopero generale è una parola che viene dal greco arkèo, significa &#8216;essere a sufficienza&#8217;, vuol dire che la misura è colma, che è arrivato il momento di mettere fine a qualcosa,  che si è carichi e pieni abbastanza per poter scrollarsi tutto di dosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/conosc.jpg"><img class="size-large wp-image-3066 alignleft" title="conosc" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/conosc-940x626.jpg" alt="conosc" width="237" height="158" /></a><span style="color: #ff0000;">Marco Marmeggi insegnante</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;esclamazione BASTA! che abbiamo scelto per raccontare questo sciopero generale è una parola che viene dal greco arkèo, significa &#8216;essere a sufficienza&#8217;, vuol dire che la misura è colma, che è arrivato il momento di mettere fine a qualcosa,  che si è carichi e pieni abbastanza per poter scrollarsi tutto di dosso e risollevare la testa. Ed a tutti i BASTA che i compagni e le compagne hanno pronunciato da questo palco io voglio   aggiungerne   un   altro.  BASTA!   CON   LO   SFRUTTAMENTO   DEL   LAVORO PRECARIO.<span id="more-3065"></span> Ne abbiamo abbastanza dei contratti d&#8217;inserimento aziendale, di quelli d&#8217;apprendistato,  dei  contratti  a progetto,  degli  ex-interinali,  dei  nuovi  contratti  a cottimo, dei  tirocini  infiniti, non ne possiamo più di tutte quelle forme di  sfruttamento subordinato   e   parasubordinato   che   costringono   intere   generazioni   alla  schiavitù contemporanea del lavoro. Ci hanno fatto schiavi del presente, donne e uomini incerti del futuro, ci hanno ridotti a lavoratrici e lavoratori poveri di passato. Siamo schiavi del presente perché imprigionati in una dimensione unica, una dimensione che guarda all&#8217;oggi perché il salario non basta, la malattia è penalizzata, la maternità negata, perché il lavoratore precario è schiavo delle aziende, degli imprenditori che possono ricattarlo, della pubblica amministrazione che lo sfrutta. Siamo donne e uomini   incerti  del   futuro perché per noi   il   futuro non esiste. Vi prego di provare a fermarvi un attimo su questa frase entrata ormai nel lessico delle espressioni comuni.  Se io non so per quanto tempo lavorerò, se non so se quello che faccio adesso potrò farlo ancora, se non so dove andrò a vivere per campare allora, non solo sarò schiavo dell&#8217;oggi, ma quello che faccio adesso perderà di senso. Noi siamo lavoratrici e lavoratori senza futuro e dunque siamo poveri di passato. Le nostre carriere non hanno storia. Abbiamo studiato, ma per molti di noi non è servito a niente. Abbiamo imparato un mestiere, ma per molti di noi non è servito a niente. Ma ora i tempi vanno cambiando. Adesso non è più come prima. Del precariato si sa tutto, conosciamo le sue miserie, del lavoratore precario conosciamo l&#8217;età, sappiamo che non può comprarsi  una casa,  pagare  l&#8217;asilo per   i   figli,  abbiamo costruito un&#8217;intera narrazione,  un complesso  racconto sopra  la sua  figura,   lo abbiamo  ritratto nelle  sue debolezze,  come un perenne sfigato del   futuro,  disposto a  tutto.  La narrazione è stata strumentale   all&#8217;idea   di   indebolirlo   nel  momento   in   cui   lo   compativa,   in   cui   tutti   lo difendevano, mentre ognuno ha contribuito a crearlo. Bene. E&#8217; ora di dire BASTA! E&#8217; ora di  dire che non  siamo più disposti  a  tutti.  E ora di   iniziare a raccontare un&#8217;altra storia: di riscatto, di dignità e di lotta. Una storia in cui le nuove generazioni di questo paese si riprendono gli spazi, rilanciano un&#8217;idea diversa di società, una storia in cui esse si alleano ai loro padri ed ai loro nonni, scendono in piazza con gli operai, col proletariato delle partite IVA, con i migranti che salgono sulle grù, con i braccianti dell&#8217;agricoltura. Ma per  quanto pensate si  possa  reggere un paese così:  che  sfrutta  le giovani generazioni, che non garantisce loro un&#8217;occupazione dignitosa, che non si occupa del 30% di disoccupati tra i 15 e i 24 anni, che taglia i fondi alla scuola e all&#8217;università e aumenta i finanziamenti alla scuola privata, che non ridistribuisce la ricchezza e protegge l&#8217;evasione fiscale,  che difende  i   ricchi  e  i  padroni,  ma che  riduce  i  servizi  e  le  tutele dello stato sociale. Per quanto pensate possa durare un paese così? Poco durerà. Adesso Basta! Rialziamo la testa.</em></p>
</blockquote>
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		<title>L&#8217;Italia che resiste. Nasce Radio Rio Elba Libera</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 08:29:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia che resiste è questa. Quella che racconta Marco Marmeggi, uno dei molti giovani insegnanti precari. Racconta della sua scuola media a Rio nell&#8217;Elba, una scuola dove quasi tutti gli insegnanti in servizio hanno un contratto a termine e più o meno trent&#8217;anni, una scuola felice però, una scuola fatta di speranze che vogliono e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/marmeggi.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-3036" title="marmeggi" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/marmeggi-626x940.jpg" alt="marmeggi" width="226" height="338" /></a><span style="color: #ff0000;">L&#8217;Italia che resiste è questa. Quella che racconta Marco Marmeggi, uno dei molti giovani insegnanti precari. Racconta della sua scuola media a Rio nell&#8217;Elba, una scuola dove quasi tutti gli insegnanti in servizio hanno un contratto a termine e più o meno trent&#8217;anni, una scuola felice però, una scuola fatta di speranze che vogliono e devono conoscere un futuro.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;La scuola media di Rio nell&#8217;Elba ha una particolarità che nessuna istituzione scolastica italiana può vantare: quasi tutti i docenti in servizio sono insegnanti con contratto a termine. Potremmo definirla per antonomasia la scuola precaria del nostro paese. Il simbolo della precarietà della scuola pubblica italiana. <span id="more-3032"></span>Una singolarità che, all&#8217;apertura del corrente anno scolastico, non sfuggì ad un giornalista del Corriere della Sera, il quale, nel corso delle mobilitazioni d&#8217;autunno, mi contattò perché voleva pubblicare un intero pezzo su questa pittoresca realtà di paese: mondo paradossale che ai suoi occhi doveva apparire molto esotico e lontano. Ma gli eventi passarono in fretta, travolti da non so più quale casa a Montecarlo o scandalo privato, ed il buon cronista milanese non si fece più sentire, rinunciando all&#8217;articoletto che avrebbe portato la nostra scuola media agli onori delle cronache nazionali, pubblicata, come doveva essere, sulle pagine dell&#8217;inserto domenicale del più importante quotidiano italiano. Noi invece, dico i docenti precari che quella scuola la fanno vivere insieme agli studenti, noi invece siamo rimasti: con orgoglio e molta dignità, devo dire. Essere docenti precari nell&#8217;Italia del Centro-Nord vuol dire anche essere relativamente giovani. <!--more-->L&#8217;avverbio è doveroso: potersi ritenere giovani a trent&#8217;anni passati è una stortura generazionale tutta nostrana, ma a fronte dell&#8217;età media degli insegnanti, la quale, secondo le stime fatte nel 2009 dalla Fondazione Agnelli, si aggirerebbe attorno ai cinquantacinque lustri anagrafici, la relatività del concetto rende merito al contesto in cui esso si inserisce. Non senza una qualche forma di imbarazzo, e certo anche d&#8217;irriverenza nei confronti dei colleghi più anziani, è possibile dunque affermare che la scuola media di Rio nell&#8217;Elba è la scuola più giovane di tutta l&#8217;isola e, con ogni probabilità, dell&#8217;intera Repubblica italiana. Con questo, ovviamente, non si vuol suggerire che essa sia anche la migliore, ma che all&#8217;interno di quella scuola si respiri un&#8217;aria, in qualche modo, diversa. Ricordo ancora le perplessità che alcuni genitori e colleghi avevano espresso verso quel corpo docente così giovane e inesperto, destinato a soccombere davanti ad armate ben organizzate di studenti indomabili e feroci. Emblema di credenze sedimentate nella cultura italiana, questi dubbi sulle competenze e sulle capacità dei “giovani” non sono altro che il prodotto di una politica che da molti anni ha bloccato l&#8217;intero sistema. Nella scuola, certo non per volontà di chi vi lavora, è funzionato nello stesso identico modo. Attualmente, senza alcuna consolazione possibile, va pure peggio. Il blocco del tour-over imposto dalla legge Brunetta, i tagli delle cattedre del Ministro Gelmini, la rigida spietatezza della politica economica di Tremonti impongono al mondo della scuola la dura legge dell&#8217;anzianità: restano i tutelati, della cui sorte, sia chiaro ci rallegriamo tutti, se ne vanno, invece, i precari. Triste racconto quello di un gruppo di giovani docenti precari che in una giornata assolata di agosto, si conoscevano da tempo e avevano grandi idee per il futuro della scuola pubblica statale, decise di prendere servizio in quella minuscola istituzione solitaria, affacciata sul mare come nelle storie più belle e si convinse che tutti insieme avrebbero potuto fare molto, nonostante tutto e a dispetto di pochi. E così fecero, con impegno e dedizione, purtroppo per poco, un anno appena. Il finale si sa. E&#8217; quello di un vaso rotto che si svuota. Faranno scrutini ed esami, compileranno pagelle e registri, faranno gli scritti e gli orali. La scuola chiuderà i battenti, conservando nel suo ventre le poche cose del materiale scolastico: una risma di fogli in A4, qualche gessetto e molte circolari. Perderà, invece, quello che la rendeva una scuola e non una struttura vuota: gli insegnanti che l&#8217;hanno vissuta. Quest&#8217;anno i precari se ne vanno a spasso. Grazie Italia! Grazie davvero! P.S. Qualcosa però si conserverà tra le pieghe polverose dei blog. E&#8217; una radio on-line che tutti i docenti e tutti gli alunni della scuola hanno messo in piedi questo mese. Si producono brevi puntate radiofoniche e si pubblicano come podcast. La radio si chiama: RADIO RIO ELBA LIBERA. E&#8217; di tutti, ma soprattutto dei ragazzi che l&#8217;hanno fatta vivere. Un po&#8217; come la scuola&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://mediarioelba.podomatic.com/">http://mediarioelba.podomatic.com/</a></p>
<p style="text-align: justify;">Marco Marmeggi</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Io sciopero perchè&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:47:31 +0000</pubDate>
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		<title>Presidio di lavoratori e studenti a Portoferraio</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 09:32:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[4 maggio dalle 17.30 al Molo Elba di Portoferraio presidio di lavoratori e studenti.
&#8220;Vogliamo unire  lavoratori e studenti e sensibilizzare  sui grandi temi dello sciopero di venerdì 6 maggio&#8221; hanno spiegato i coordinatori Cgil elbana &#8220;la grave crisi economica che investe il nostro Paese e la politica di questo governo hanno ripercussioni gravissime anche sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/presidio-elba.JPG"><img class="size-full wp-image-3005 alignleft" title="presidio elba" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/presidio-elba.JPG" alt="presidio elba" width="314" height="235" /></a><span style="color: #ff0000;">4 maggio dalle 17.30 al Molo Elba di Portoferraio presidio di lavoratori e studenti.</span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vogliamo unire  lavoratori e studenti e sensibilizzare  sui grandi temi dello sciopero di venerdì 6 maggio&#8221; hanno spiegato i coordinatori Cgil elbana &#8220;la grave crisi economica che investe il nostro Paese e la politica di questo governo hanno ripercussioni gravissime anche sul nostro territorio, dai settori della conoscenza agli enti locali, dai tagli alla sanità alla crisi occupazionale, dalle politiche energetiche alla contrazione  delle politiche sociali. Invitiamo tutta la cittadinanza a pertecipare a questa iniziativa&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Verso lo sciopero di venerdì: Assemblea a Piombino e presidio a Livorno</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2011 07:29:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Verso lo sciopero generale dI VENERDì 6 MAGGIO in programma due iniziative: Piombino questa mattina in Piazza Gramsci dalle 9 si terrà un&#8217;assemblea aperta alla quale parteciperanno la segreteria e i delegati Cgil.  Concluderà l&#8217;iniziativa Vincenzo Scudiere per la segreteria nazionale Cgil. &#8220;Il governo Berlusconi ha impoverito il Paese, depresso l&#8217;economia, sono aumentate disoccupazione e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/03052011142.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2949" title="03052011142" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/05/03052011142.jpg" alt="03052011142" width="377" height="211" /></a>Verso lo sciopero generale dI VENERDì 6 MAGGIO in programma due iniziative: <span style="color: #ff0000;">Piombino</span> questa mattina in Piazza Gramsci dalle 9 si terrà un&#8217;assemblea aperta alla quale parteciperanno la segreteria e i delegati Cgil.  Concluderà l&#8217;iniziativa Vincenzo Scudiere per la segreteria nazionale Cgil. <span id="more-2928"></span>&#8220;Il governo Berlusconi ha impoverito il Paese, depresso l&#8217;economia, sono aumentate disoccupazione e precarietà, la pressione fiscale colpisce i salari e le pensioni mentre gli altri evadono, viene tagliato lo stato sociale, umiliato il lavoro e le donne, i tagli alla scuola e all&#8217;università colpiscono il futuro dei giovani&#8221; questo il messaggio di Beppe Bartoletti coordinatore Cgil Piombino.<span style="color: #ff0000;"> Livorno</span> oggi pomeriggio in piazza del Municipio alle 16  si terrà un presidio promosso da Flc, Fp e Nidil dal titolo  &#8221; Il futuro non è più quello di una volta&#8221;. &#8221; Dichiariamo apertamente la nostra adesione allo sciopero, lotteremo per una scuola pubblica di qualità e di valore. Chi vorrà potrà compliare un coupon &#8220;il 6 maggio sciopero perchè&#8230;&#8221; , saranno allestiti alcuni pannelli con tutte le dichiarazioni&#8221; ha commentato Patrizia Villa segretaria Flc Cgil</p>
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		<title>Nucleare no grazie!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 11:23:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ Sabato 25 marzo in ogni scuola della nostra provincia sarà distribuita una copia del Notis speciale antinucleare. L&#8217;iniziativa é pensata per sensibilizzare ed informare. &#8220;Flc Cgil é fermamente contraria al nucleare e questa é solo una delle iniziative che metteremo in campo per informare e invitare a votare sì al referendum&#8221; ha commentato Patrizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/03/nucleare.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2686" title="nucleare" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/03/nucleare.jpg" alt="nucleare" width="225" height="225" /></a><span style="color: #ff0000;"> Sabato 25 marzo in ogni scuola della nostra provincia sarà distribuita una copia del Notis speciale antinucleare.</span> L&#8217;iniziativa é pensata per sensibilizzare ed informare. &#8220;Flc Cgil é fermamente contraria al nucleare e questa é solo una delle iniziative che metteremo in campo per informare e invitare a votare sì al referendum&#8221; ha commentato Patrizia Villa segretaria Flc &#8221; Presto organizzeremo iniziative in tutta la provincia , intanto al mercatino settimanale di via dei Pensieri a Livorno sarà  posto un gazebo con materiale informativo sui disastrosi tagli alla scuola pubblica&#8221;.</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Leggi una copia di <a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/03/nucleare-stampa.pdf">Notis speciale antinucleare </a></strong></span></p>
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		<title>A difesa della Costituzione e della scuola pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 11:09:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 12  marzo i lavoratori della conoscenza della Cgil scendono in piazza insieme all&#8217;Anpi per manifestare in difesa della Costituzione e della scuola pubblica.
&#8220;In tanti e tante abbiamo aderito a questa iniziativa e ci saremo. Vestiremo, noi della scuola, con un capo bianco e porteremo cartelli e simboli che riterremo rappresentativi del nostro sentire, quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/03/scuola-volantino-12-marzo.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-2617" title="scuola volantino 12 marzo" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/03/scuola-volantino-12-marzo.JPG" alt="scuola volantino 12 marzo" width="263" height="379" /></a><span style="color: #ff0000;">Sabato 12  marzo i lavoratori della conoscenza della Cgil scendono in piazza insieme all&#8217;Anpi per manifestare in difesa della Costituzione e della scuola pubblica.</span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;In tanti e tante abbiamo aderito a questa iniziativa e ci saremo. Vestiremo, noi della scuola, con un capo bianco e porteremo cartelli e simboli che riterremo rappresentativi del nostro sentire, quella sensibilità che rappresenta la vera politica del quotidiano&#8221; spiega Patrizia Villa segretario generale Flc Cgil &#8220;Nello stesso giorno, organizzeremo un pullman per <span style="color: #ff0000;">Roma dove alle 14 partirà un corteo da piazza della Repubblica  che si dirigerà fino a piazza del Popolo</span>&#8220;.<span id="more-2616"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte ad un Presidente del Consiglio che dice “questa volta nessuno mi potrà fermare”, usando tono e parole da resa dei conti più adeguati ad un film d’azione degli anni ’80 (un brutto film, tra l’altro) che ad un civile dibattito istituzionale, le possibilità sono poche.</p>
<p style="text-align: justify;">Una è pensare che abbia ragione, che faccia bene, che questo piglio deciso possa cambiare in meglio il paese. Chi pensa ciò, è pregato di uscire ora di casa, e di guardare quel pezzettino d’Italia che gli sta attorno. Vede un paese sereno, speranzoso, che guarda con ottimismo e fiducia al domani? Se sì, allora credo sinceramente che faccia bene a stare lì dove si trova, a lasciare che il Presidente del Consiglio vada avanti pretendendo che nessuno lo fermi. Stia lì, per favore, perché se sta lì forse farà meno danni.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi invece vede un paese stanco, stremato, impaludato in una crisi economica e, soprattutto sociale, forse dentro di sé sente di voler fare qualcosa, qualcosa che serva, ma non sapendo bene cosa fare, esita. Oppure discute, cerca di capire, si confronta: sta fermo, però dialoga con chi gli sta attorno tentando di trovare una soluzione. Entrambi gli atteggiamenti hanno una cosa in comune, però: si resta fermi mentre chi dice “questa volta nessuno mi potrà fermare” va per la sua strada, con al seguito i servitori che è riuscito ad arruolare o quei cittadini che, bontà loro, sono convinti che faccia bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi non pensiamo che un Presidente del Consiglio che dice “questa volta nessuno mi potrà fermare” abbia ragione. Noi pensiamo, con tutte le umane imperfezioni delle nostre parole e dei nostri intenti, con tutta la confusione, l’incertezza, le contraddizioni, le paure del caso, che un discorso del genere sia eversivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Eversivo perché quel “nessuno” comprende pezzi di istituzioni come Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura, Parlamento, Presidenza della Repubblica; comprende pezzi del paese come l’Università, le redazioni dei giornali, i blogger, i teatri. E queste cose non sono “nessuno”: sono ciò che contribuisce a rendere l’Italia una democrazia. E, quando si parla di istituzione, bisogna ricordare che sono ben più importanti delle persone che le rappresentano. Sono edifici i cui inquilini cambiano periodicamente, magari dimostrandosi non all’altezza, ma le fondamenta di questi edifici devono essere maneggiate con estrema cautela: di sicuro non possono essere trattate come un ostacolo dai rappresentanti di altre istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che ciò succede esse vacillano, e ogni volta si rischia un crollo. E in Italia, negli ultimi vent’anni, esse hanno vacillato di continuo, tanto che ormai molti pensano che sia normale. Invece non lo è, non lo è mai. Non è con questo spirito che sono state erette. <span style="color: #ff0000;">È per questo che abbiamo deciso di mobilitarci.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Noi, i nostri dubbi, le nostre paure, ma anche le nostre speranze, la nostra sofferta aspirazione ad un paese in cui il domani non sia un orizzonte carico di angoscia e l’oggi una cappa asfissiante. Noi, gli errori che probabilmente commetteremo, ma che ci daranno la possibilità, affrontandoli strada facendo, di diventare persone migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">Si può pensare che le manifestazioni non servano, che non serva mobilitarsi, perché manifestare, protestare sono altra cosa rispetto alla politica. Ditelo agli egiziani. Ditelo ai tunisini, agli albanesi. Ditelo a chi è dovuto arrivare alla disperazione più nera e totale, prima di trovare la forza di superare le divisioni, le perplessità e i dubbi, peraltro legittimi, anzi. Perché non si tratta, ora, di stare dalla parte giusta, di capire chi sono i buoni e chi i cattivi, come se esistesse una linea netta che li separa. <span style="color: #ff0000;">Si tratta, più semplicemente, di immaginarci da qui a venti, trent’anni, e di immaginare quale Italia vorremo raccontare ai nostri figli e ai nostri nipoti, e di pensare a che cosa risponderemo quando ci verrà chiesto “tu dov’eri?”, “che cosa facevi?”.</span></p>
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