A
Cos’è L’ASSEGNO PER NUCLEO FAMILIARE?
L’assegno per il nucleo familiare è una prestazione previdenziale per i lavoratori dipendenti erogata dall’INPS ed anticipata dal datore di lavoro con la retribuzione.
La domanda va presentata al datore di lavoro su un apposito modulo dell’INPS entro il 30 giugno di ogni anno.
Fanno parte del nucleo familiare: il richiedente, il coniuge (non separato) figli minorenni o maggiorenni dichiarati inabili. Il reddito da dichiarare è composta dalla somma dei redditi di tutto il nucleo familiare dell’anno precedente la domanda
Anche se non li hai richiesti in passato, puoi recuperare fino a cinque anni di importo degli assegni.
Presso il patronato INCA avrai la consulenza necessaria per richiedere o verificare se e a quanto hai diritto.
C
Cos’è la CASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI CIG?
La CIG è un ammortizzatore sociale attraverso il quale il lavoratore sospeso o che lavora ad orario ridotto per la riduzione dell’attività dell’impresa dei settori: industria, coop.di produzione, edilizia, agricoltura , derivante da reali difficoltà produttive temporanee non imputabili all’impresa , percepisce una prestazione economica con la funzione di sostituire o integrare la retribuzione.
La durata potrà essere fino ad un massimo di 13 settimane consecutive, prorogabili eccezionalmente fino ad un massimo di 52 settimane la misura è l’80% dell’ultima retribuzione globale il trattamento non può superare i massimali stabiliti anno per anno.
Che cos’è un CONTRATTO DI LAVORO A CHIAMATA?
Con un contratto di lavoro a chiamata o intermittente un lavoratore si mette a disposizione del datore per svolgere determinate prestazioni di carattere discontinuo o per svolgere prestazioni in determinati periodi nell’arco della settimana, del mese o dell’anno.
Questo tipo di contratto può essere stipulato a tempo determinato o indeterminato, ed è previsto in due forme: obbligato di risposta alla chiamata (dove è prevista una un’indennità di disponibilità), e senza obbligo di risposta alla chiamata.
Al lavoratore intermittente deve essere garantito un trattamento economico uguale a quello che spetta ai lavoratori di pari livello e mansione, proporzionato ovviamente in base all’attività realmente svolta.
Nel caso del lavoratore obbligato alla risposta, il rifiuto alla chiamata senza giustificato motivo può comportare il licenziamento, il lavoratore deve anche risarcire il danno arrecato al datore di lavoro.
D
Quali sono i DIRITTI SINDACALI di un lavoratore?
A tutti i lavoratori è riconosciuto il diritto di svolgere attività sindacale e associarsi ad un sindacato. Nelle aziende con più di 16 dipendenti hanno diritto di costituire Rsu, cioè degli organi di rappresentanza. I lavoratori hanno diritto a riunirsi in assemblee e di astenersi dal lavoro per partecipare ad uno sciopero per tutelare i propri interessi.
I
Che cos’è l ‘INDENNITA’ DI MALATTIA? E cosa devo fare?
Quando il lavoratore dipendente si ammala o subisce un infortunio al di fuori del posto di lavoro, ha diritto ad un’indennità sostitutiva della retribuzione, generalmente anticipata per intero dal datore di lavoro, nella misura e nella durata stabilita dai contratti di lavoro. In caso di periodi lunghi e ripetuti di malattia, è opportuno inoltre prestare attenzione al “periodo di comporto”, cioè al numero massimo di giorni in un dato periodo di tempo oltre il quale il lavoratore o la lavoratrice perdono il diritto al mantenimento del posto di lavoro (licenziamento).
Il metodo di calcolo del periodo di comporto varia a seconda del Contratto Collettivo applicato.
Cosa fare per giustificare l’assenza per malattia:
Per prima cosa è necessario comunicare immediatamente al datore di lavoro l’accaduto, poi farsi rilasciare un certificato medico, in duplice copia, dal medico curante; compilare le parti previste ed inviare (con raccomandata A/R oppure consegnati) entro due giorni dal rilascio, la prima copia all’INPS della propria residenza e la seconda copia al proprio datore di lavoro; è sempre opportuno farne una copia della parte inviata all’INPS e conservarla .
Il lavoratore dovrà rimanere al proprio domicilio per eventuali controlli INPS, nelle fasce orarie dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19 di tutti i giorni compreso le domeniche e festivi.
Se hai dubbi o problemi relativi alla malattia puoi rivolgerti:
all’INCA per ottenere il riconoscimento delle prestazioni da parte degli Istituti Previdenziali
all’UFFICIO VERTENZE per i problemi legati al rapporto di lavoro.
Che cos’è L‘ INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE ORDINARIA?
Il lavoratore che ha concluso un rapporto di lavoro ha diritto a percepire una Indennità di disoccupazione, ovvero al pagamento di una percentuale della retribuzione lorda mensile pari al 60% per i primi 6 mesi, al 50% per il 7° e l’8° mese e il 40° per i successivi, per un periodo di tempo di: 8 mesi con età inferiore a 50 anni e 12 mesi per età superiore a 50 anni.
Sono però necessari dei requisiti:
Cessazione del contratto di lavoro per licenziamento o dimissioni per giusta causa, 52 settimane di contributi nei 2 anni precedenti alla data di cessazione del rapporto di lavoro ed almeno 1 contributo settimanale versato nei 2 anni precedenti la risoluzione. Durante il periodo di disoccupazione è possibile richiedere anche gli assegni familiari.
Per informazioni e richiesta è possibile rivolgersi al sindacato di categoria o al Patronato Inca.
Che cos’è L’INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE CON REQUISITI RIDOTTI?
Il lavoratore che ha lavorato solo in parte nell’anno precedente, ha diritto a percepire una indennità di disoccupazione pari a al numero di giornate effettivamente lavorate fino ad un massimo di 180 giorni, ovvero al pagamento di una quota della percentuale della retribuzione media giornaliera nella misura del 35% per i primi 120 giorni e del 40% per i giorni successivi.
Sono necessari dei requisiti:
almeno 78 giorni di lavoro retribuite nell’anno precedente,
almeno 1 contributo settimanale versato nei 2 anni precedenti.
Non è necessario essere disoccupati né essere iscritti come tali.
La domanda deve essere presentata entro il 31 marzo dell’anno seguente a quello di lavoro
Per informazioni e richiesta è possibile rivolgersi al sindacato di categoria o al Patronato Inca
Che cos’è un INFORTUNIO ?
Si considera infortunio sul lavoro ogni incidente che avviene in occasione del lavoro per causa violenta e da cui derivi una inabilità . E’ riconosciuto e indennizzato anche l’incidente che avviene durante il tragitto di andata e ritorno fra l’abitazione e il luogo di lavoro, tra due posti di lavoro o nel percorso tra il luogo di lavoro e quello di consumazione del pasto (infortunio in itinere).
Il lavoratore ha diritto ad una indennità , secondo le norme previste dalla legge e dal contratto di lavoro, che può essere anticipata anche dalla ditta che riceverà il rimborso dall’Inail alla fine di ogni mese, salvo diversa convenzione.
Per il lavoratore sotto infortunio non è prevista la visita fiscale.
Per avere una maggiore tutela nel riconoscimento delle prestazioni ai lavoratori infortunati, E’ molto importante rivolgersi al patronato INCA che dispone di un servizio altamente specializzato e si avvale della consulenza di medici e avvocati.
L
Chi sono i LAVORATORI ATIPICI?
Nel linguaggio comune i termini “lavoratori precari” e “lavoratori atipici” indicano tutte le forme di impiego che non presentano le caratteristiche della stabilità del rapporto di lavoro e/o dell’orario.
La prima distinzione che occorre sottolineare riguarda: i contratti atipici per definizione (di natura subordinata ma con una durata predeterminata e/o uno svolgimento parziale) ai quali tuttavia si applicano le regole del lavoro subordinato e quindi le relative condizioni economiche e normative previste dai contratti collettivi
i “parasubordinati” (per maggiore chiarezza i cosiddetti Co.Co.Co. o Co.Co.Pro.).
In entrambi i casi la legittimità del loro utilizzo va verificata sia esaminando il contenuto del contratto sottoscritto, sia le modalità di effettivo svolgimento del rapporto.
Per tale motivo la cosa più opportuna è quella di rivolgersi: per i primi, alla Categoria sindacale cui si riferisce il contratto collettivo applicato, per gli altri, alla Categoria che si occupa della tutela dei lavoratori a progetto e simili: NIDIL- CGIL. In ogni caso per eventuali contestazioni e rivendicazioni ai nostri uffici vertenze.
Cosa significa LICENZIAMENTO?
Il licenziamento rappresenta una delle modalità di recesso unilaterale del datore di lavoro, dal rapporto di lavoro subordinato. Il licenziamento deve essere sempre in forma scritta e sorretto da un motivo.
Esistono alcune tipologia di licenziamento previste dalla legge (motivo oggettivo, motivo soggettivo, giusta causa); tuttavia la prassi insegna che esiste una infinità di fattispecie che vanno valutate singolarmente per stabilirne la legittimità.
E’ quindi opportuno verificare e nel caso fosse necessario effettuare l’impugnazione del licenziamento stesso: entro 15 giorni dalla comunicazione per un’eventuale richiesta di motivi, ed entro 60 giorni dalla comunicazione come termine massimo di decadenza. Per informazioni ed aiuto nel risolvere questo problema puoi rivolgerti alla tua categoria sindacale oppure ai nostri uffici vertenze.
Cosa sono le LISTE DI MOBILITA’ e INDENNITA’ DI MOBILITA’ ?
LE LISTE DI MOBILITA’ sono delle liste presso il centro per l’impiego alle quale si possono iscrivere lavoratori con contratto a tempo indeterminato licenziati per ragioni inerenti all’attività produttiva. Non spetta nessuna indennità, ma le imprese che assumono lavoratori in mobilità beneficiano di agevolazioni.
L’INDENNITA’ DI MOBILITA’ È una indennità spettante ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato licenziati per ragioni inerenti all’attività produttiva , anche nel caso di procedura concorsuale.
La concessione dell’indennità di mobilità è limitata agli operai, impiegati o quadri dipendenti da imprese non edili con almeno 16 dipendenti, in possesso di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato. Per il riconoscimento del diritto all’indennità di mobilità è necessaria la presentazione, da parte degli interessati, di specifica istanza. La domanda deve essere presentata, dopo iscrizione presso i Centri per l’impiego, presso le Sedi dell’INPS, territorialmente competenti in relazione alla residenza o al domicilio del lavoratore.
La durata fino a 40 anni di età 12 mesi (al sud 24); fino a 50 anni di età 24 mesi (al sud 36); oltre 50 anni di età 36 mesi (al sud 48)
La misura dell’indennità è primo anno il 100% del trattamento di cassa integrazione straordinaria; dal secondo anno l’80% del trattamento CIGS il trattamento non può superare i massimali stabiliti anno per anno.
Per ogni adempimento ed informazioni ci si può rivolgere al sindacato di categoria e al patronato INCA .
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Che cosa sono la MATERNITA’ E LA PATERNITA’ ?
Le leggi ed i contratti di lavoro prevedono una serie di diritti e di tutele per le lavoratrici madri, sia per quanto riguarda la conservazione del posto di lavoro (divieto di licenziamento dall’inizio della gestazione fino al compimento di 1 anno di età del figlio), sia relativamente a permessi e congedi durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino.
La Legge 53 dell’8 marzo 2000 (”Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”) e successivamente il D.Lgs. 151/2001 hanno esteso notevolmente tali diritti e tutele anche al lavoratore padre.Per consulenze e pratiche puoi rivolgerti : oltre che alla categoria sindacale che si occupa del settore in cui opera la tua azienda, ad uno dei seguenti Servizi a seconda del tipo di quesito: al Patronato INCA che offre assistenza e tutela per accedere a tutte le prestazioni legate all’evento maternità o in caso di adozione, all’ Ufficio vertenze legali: per violazioni contrattuali o mancato rispetto dei diritti e delle norme di legge.
Cosa significa “MOBBING”?:
Il mobbing è comunemente definito come una forma di molestia o violenza psicologica, ripetuta in modo iterativo, con caratteri di intenzionalità, per un tempo determinato.
La violenza morale è esercitata con attacchi contro la persona del lavoratore messi in atto da un singolo, generalmente un superiore o, più raramente, da un gruppo di colleghi. La persona del lavoratore viene continuamente umiliata, offesa, isolata e ridicolizzata anche per quanto riguarda la vita privata. Il suo lavoro è continuamente criticato o addirittura sabotato, le capacità messe in discussione. Si occupano di Mobbing i legali del Ufficio Vertenze.
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PERMESSI FAMILIARI quando spettano e per cosa?
Al lavoratore subordinato spettano per decesso o grave infermità: del coniuge (anche se separato legalmente),di un parente entro il 2° grado anche non convivente, o di un’altra persona che fa parte della famiglia anagrafica 3 giorni annui di permessi retribuiti da utilizzare entro 7 giorni dall’evento
Chi assiste persone con handicap grave (ma non ricoverate) parenti o affini entro il 3°grado (coniuge, figli, genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), ha diritto a 3 giorni di permessi retribuiti mensili, fruibili anche frazionati in permessi orari.
La lavoratrice madre o, in alternativa, il padre lavoratore di una persona con handicap grave che ha diritto ai benefici previsti dalla legge 104/92, possono richiedere un congedo retribuito fino ad un massimo di 2 anni per assistere il figlio anche maggiorenne. Il congedo spetta anche alle sorelle o fratelli del disabile in caso di scomparsa dei genitori oppure nel caso in cui i genitori sono inabili.
Il lavoratore e la lavoratrice hanno anche il diritto a un congedo non retribuito pari ad un massimo di 2 anni con diritto alla conservazione del posto per gravi e documentate ragioni familiari. Il congedo non viene considerato né per l’anzianità di servizio né ai fini previdenziali. I relativi periodi possono infatti essere riscattati dal lavoratore.
Presso Il patronato INCA potrai trovare tutta l’assistenza e consulenza necessaria per ogni richiesta.
Che cos’è la PREVIDENZA INTEGRATIVA?
Oltre alla previdenza obbligatoria (quella trattenuta sulla busta paga mensilmente) il lavoratore può scegliere di partecipare ad un fondo integrativo di pensione, ovvero una pensione alternativa da aggiungere a quella obbligatoria erogata dall’Inps alla quale contribuiranno sia il lavoratore che il datore.
Per informazioni in materia di previdenza integrativa è possibile rivolgersi al sindacato di categoria.
Che cosa sono i PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI?
L’art. 7 della legge n. 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) regolamenta in maniera rigorosa la gestione della procedura di contestazione disciplinare cui l’impresa può ricorrere se ritiene che vi siano stati da parte dei dipendenti violazioni di obblighi di diligenza, correttezza, fedeltà.
Questa formulazione, nella maggior parte dei casi ripresa anche dai Contratti Collettivi di Lavoro, prevede che la contestazione debba avere specifico aspetto formale e che debba avvenire entro pochi giorni dal fatto.
Per contro, il lavoratore è chiamato a fornire giustificazioni entro cinque giorni, giustificazioni che possono essere fornite con l’assistenza di un rappresentante sindacale.
Per questi motivi è importante contattare immediatamente dopo aver ricevuto la contestazione i delegati sindacali, se presenti in azienda, oppure all’ ufficio vertenze, per concordare congiuntamente le modalità operative da adottare.
S
Cos’è la SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO?
La somministrazione di lavoro è un rapporto di lavoro ( Dlgs. n°276 del 2003) che prevede il coinvolgimento di tre soggetti: Il Somministratore, un’agenzia per il lavoro che stipula un contratto col lavoratore; l’Utilizzatore, un’azienda pubblica o privata che necessita di tale figura professionale; il Lavoratore. Tra questi tre soggetti vengono stipulati due diversi contratti: il contratto di somministrazione di lavoro tra somministratore e utilizzatore, ed il contratto di lavoro concluso tra somministratore e lavoratore. Il rapporto lavorativo instaurato è tra il lavoratore e l’agenzia per il lavoro che per legge dovrà retribuire il lavoratore in maniera adeguata alla tipologia di contratto dell’azienda utilizzatrice.
Per saperne di più… clicca sul sito www.nidilcgil.it
V
Che cos’è una VERTENZA?
Una vertenza è l’iniziativa che intraprende il lavoratore per veder riconosciuti i propri diritti qualora il datore di lavoro non li rispetti. I casi principali in cui promuovere una vertenza sono: Anomalie relative alla retribuzione (mancato pagamento dello stipendio mensile, l’incentivo a firmare una busta paga con importo diverso da quello percepito, l’incoraggiamento a sottoscrivere rinunce o fogli in bianco); anomalie relativi a ferie e permessi (il lavoratore non ne ha usufruito nella misura in cui ne aveva diritto o non percepisce alcuna retribuzione); malattia, infortunio, maternità (non sono riconosciute in tutto o in parte);licenziamento senza preavviso e non ha percepito la relativa indennità sostitutiva; mancato pagamento del trattamento di fine rapporto.
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