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	<title>CGIL Livorno &#187; iniziative</title>
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		<title>Pensioni: &#8220;Questa riforma è una beffa&#8221;. Nasce il Comitato. Domani l&#8217;assemblea</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:06:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La riforma delle pensioni è una beffa: Nasce il &#8220;Comitato dei lavoratori precoci e in mobilità&#8221; coloro cioè che, a causa dei provvedimenti del Governo, rischiano di rimanere senza sostegno al reddito. Con il pieno sostegno della Cgil, il Comitato, fondato da Enzo Cozzolini e Stefano Castelli ex delegati Fiom Cgil,  porterà la sua voce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2012/01/comitato-precoci.JPG"><img class="alignleft size-full wp-image-3886" title="comitato precoci" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2012/01/comitato-precoci.JPG" alt="comitato precoci" width="376" height="206" /></a><span style="color: #ff0000;">La riforma delle pensioni è una beffa: Nasce il &#8220;Comitato dei lavoratori precoci e in mobilità&#8221; coloro cioè che, a causa dei provvedimenti del Governo, rischiano di rimanere senza sostegno al reddito. </span>Con il pieno sostegno della Cgil, il Comitato, fondato da Enzo Cozzolini e Stefano Castelli ex delegati Fiom Cgil,  porterà la sua voce e le sue ragioni alle forze politiche con l&#8217;obiettivo di modificare i provvedimenti previdenziali. <span style="color: #ff0000;">Giovedì prossimo alle 10 presso la sede Cgil si terrà la prima assemblea del Comitato.</span><span id="more-3885"></span> &#8220;Abbiamo indetto questa assemblea, aperta a tutti i lavoratori che, come noi, si trovano in questa situazione, in modo da organizzarci e poi inziare il nostro percorso&#8221; spiegano gli ideatori del Comitato &#8220;Vogliamo che i politici si assumano la responsabilità dei provvedimenti che appoggiano e che diano risposte alla nostra situazione. Devono essere tutelati tutti i lavoratori non solo una parte di essi!&#8221;. &#8220;Oltre 300 lavoratori, in questi 3 anni di crisi, sono stati interessati da processi di riorganizzazione aziendale e sono stati collocati in mobilità per essere accompagnati alla pensione, nel frattempo però le &#8220;regole del gioco&#8221; sono cambiate ed i requisiti per accedere alla pensione si sono inaspriti&#8221; spiega Enrico Pedini Fiom Cgil &#8220;Il rischio? che al termine degli anni di mobilità questi lavoratori non abbiano più i requisiti necessari per accedere all pensione e si troverebbero perciò senza alcun sostegno al reddito. Il Comitato darà voce anche ai cosiddetti &#8220;lavoratori precoci&#8221;, coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 20 anni e che adesso si vedono slittare di anni il requisito per accedere alla pensione. Coinvolgerà anche altre categorie che si trovano nella stessa situazione, come i lavoratori delle Poste e delle agenzie assicurative&#8221;.</p>
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		<title>Nidil Cgil: Tavolo nazionale per i precari del l porto</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:16:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; fissata a questa mattina l&#8217;apertura di un tavolo nazionale, chiesto da Nidil Cgil Livorno, sulle problematiche legate ai contratti in somministrazione nei porti. Genova, Imperia, Savona, Roma, Napoli, Salerno, Cagliari, Venezia, Trieste, Ravenna, Bari e Livorno: queste le principali realtà portuali che utilizzano lavoratori in somministrazione e che oggi porteranno la loro esperienza al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2009/11/nidil.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1138" title="nidil" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2009/11/nidil.jpeg" alt="nidil" width="116" height="77" /></a><span style="color: #ff0000;">E&#8217; fissata a questa mattina l&#8217;apertura di un tavolo nazionale, chiesto da Nidil Cgil Livorno, sulle problematiche legate ai contratti in somministrazione nei porti. </span>Genova, Imperia, Savona, Roma, Napoli, Salerno, Cagliari, Venezia, Trieste, Ravenna, Bari e Livorno: queste le principali realtà portuali che utilizzano lavoratori in somministrazione e che oggi porteranno la loro esperienza al tavolo Nazionale Nidil Cgil. <em>“Siamo molto soddisfatti che la nostra richiesta di aprire un tavolo nazionale sia stata accolta” ha commentato Barbara Celati segretario Nidil Cgil Livorno “E&#8217; importante riuscire a portare le  problematiche di questi lavoratori a livello nazionale. Questa situazione non caratterizza solo in nostro porto ma anche molte altre realtà italiane dobbiamo quindi cercare di trovare rovare soluzioni comuni”.</em></p>
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		<title>La protesta continua:Lunedì è sciopero del pubblico impiego</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 09:54:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Lavoratori del pubblico impiego: Lunedì 19 dicembre è stato proclamato uno sciopero  unitario per l&#8217;intera giornata lavorativa. A Livorno si terrà un presidio,  dalle 10 alle 12, di fronte alla Prefettura. 
Leggi Le motivazioni dello Sciopero del 19 dicembre 2011
e  Le proposte della Cgil

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/09/funzione-pubblica.JPG"><img class="alignleft size-large wp-image-3483" title="funzione pubblica" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/09/funzione-pubblica-939x445.jpg" alt="funzione pubblica" width="322" height="153" /></a><span style="color: #ff0000;">Lavoratori del pubblico impiego: Lunedì 19 dicembre è stato proclamato uno sciopero  unitario per l&#8217;intera giornata lavorativa. A Livorno si terrà un presidio,  dalle 10 alle 12, di fronte alla Prefettura. </span></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi Le motivazioni dello<strong><span style="color: #ff0000;"> <a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/12/volantino-A-sciopero-19122011-fronte-retro.pdf">Sciopero del 19 dicembre 2011</a></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">e </span><strong><span style="color: #ff0000;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/12/Manovra-Le-proposte-della-Cgil1.PDF"> Le proposte della Cgil</a><br />
</span></strong></p>
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		<title>Lucchini: 2000 in marcia per la sopravvivenza e il lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 11:15:00 +0000</pubDate>
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Oltre 2000 persone hanno marciato per la sopravvivenza dello stabilimento Lucchini questa mattina a Piombino. I due cortei partiti dallo acciaieria hanno percorso circa 7 km per arrivare in piazza Gramsci dove si è tenuto il comizio finale che ha ribadito come la fermata dell&#8217;altoforno, decisa dall&#8217;azienda per circa tre settimane a partire dal giorno della vigilia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/12/lucchini2.JPG"><img class="alignleft size-large wp-image-3773" title="lucchini2" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/12/lucchini2-940x625.jpg" alt="lucchini2" width="369" height="246" /></a>Oltre 2000 persone hanno marciato per la sopravvivenza dello stabilimento Lucchini questa mattina a Piombino. I due cortei partiti dallo acciaieria hanno percorso circa 7 km per arrivare in piazza Gramsci dove si è tenuto il comizio finale che ha ribadito come la fermata dell&#8217;altoforno, decisa dall&#8217;azienda per circa tre settimane a partire dal giorno della vigilia di Natale, &#8220;rischia di mettere in pericolo il futuro dello stabilimento&#8221;. L&#8217;accordo con le banche e l&#8217;ok del tribunale restano, per le organizzazioni sindacali, le premesse per ottenere un incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Lunedì intanto è previsto un incontro con il prefetto di Livorno Domenico Mannino.<span id="more-3740"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Lucchini: Una Marcia per la Sopravvivenza è in programma per venerdì 16 dicembre a Piombino.</span> Partiranno due cortei, uno alle 8.30 dalla portineria Ischia di Crociano ed uno alle 9 dalla portineria Centrale. Da lì , in località Gagno, i due due cortei si congiungeranno in uno solo che attraverserà il cuore della città fino a piazza Gramsci. Qui, dove da giorni è allestita la tenda della solidaria, e&#8217; stato invitato il prefetto di Livorno e verra distribuito un pasto caldo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">LA MARCIA DELLA SOPRAVVIVENZA E IL PASTO DELLA SOLIDARIETA&#8217;</span> &#8220;Per difendere il ciclo integrale (altoforno) e l&#8217;integrità dello stabililimento, per difendere l&#8217; occupazione partendo dai contratti a termine, per avere la garanzia della ripartenza dell&#8217; altoforno, per le imprese che devono vedere saldati i loro crediti. Manifestiamo per difendere il lavoro, la dignità, i diritti. Per il tuo futuro e quello delle giovani generazioni partecipa allo sciopero e alla manifestazione&#8221;.</p>
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		<title>Lucchini: &#8220;Chiediamo un incontro al Ministero&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 10:23:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alla Lucchini, stamani ci sarà una nuova astensione dal lavoro dalle 8 alle 10 con assemblea di fronte alla portineria dello stabilimento. La mobilitazione, che prevede un pacchetto di otto ore di sciopero, è stata decisa dalla Rsu al termine dell&#8217;incontro di mercoledì con L&#8217;amministratore delgato. &#8220;La richiesta di incontro ai tavoli ministeriali rimane urgente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC_0512.JPG"><img class="alignleft size-large wp-image-3639" title="DSC_0512" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC_0512-940x625.jpg" alt="DSC_0512" width="292" height="185" /></a>Alla Lucchini, stamani ci sarà una nuova astensione dal lavoro dalle 8 alle 10 con assemblea di fronte alla portineria dello stabilimento. La mobilitazione, che prevede un pacchetto di otto ore di sciopero, è stata decisa dalla Rsu al termine dell&#8217;incontro di mercoledì con L&#8217;amministratore delgato. &#8220;La richiesta di incontro ai tavoli ministeriali rimane urgente e necessaria perchè è lì che si possono costruire le condizioni di una svolta vera, per il futuro della siderurgia piombinese e dell&#8217;economia di un terriorio vasto&#8221; commentano Maurizio Strazzullo segretario Cgil Livorno e Giuseppe Bartoletti coordinatore di zona &#8221; La partita non è ancora finita, si apre ora un nuovo scenario che dovrà essere ben gestito. Bisognerà ragionare di quale piano industriale dovrà essere presentato, di quantità e qualità della produzione e attraverso quali investimenti&#8221;.</p>
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		<title>Una svolta sul Lavoro: Le 9 proposte della Cgil</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:14:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In Italia ci sono oltre 3 milioni di persone che lavorano in nero e 3,5 milioni tra disoccupati certificati e scoraggiati, che arrivano a 4,5 milioni se si aggiungono i precari. Al conto vanno poi aggiunti 500 mila individui che da oltre tre anni sono stabilmente in cassa integrazione. I numeri, &#8220;allarmanti&#8221;, sono della Cgil, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/output_immagine.php_.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3660" title="output_immagine.php" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/output_immagine.php_.jpeg" alt="output_immagine.php" width="320" height="86" /></a>In Italia ci sono oltre 3 milioni di persone che lavorano in nero e 3,5 milioni tra disoccupati certificati e scoraggiati, che arrivano a 4,5 milioni se si aggiungono i precari. Al conto vanno poi aggiunti 500 mila individui che da oltre tre anni sono stabilmente in cassa integrazione. I numeri, &#8220;allarmanti&#8221;, sono della Cgil, che in occasione dell&#8217;assemblea nazionale delle delegate e dei delegati in programma per il 3 dicembre propone una ricetta in nove punti &#8220;per segnare un cambio di rotta&#8221;. <strong><span style="color: #ff0000;">I nove temi sui quali il sindacato propone di intervenire sono i seguenti: </span></strong>una nuova e strategica politica industriale contro la crisi riaffermando la centralità manifatturiera del sistema italiano; ridurre drasticamente le 46 diverse forme contrattuali esistenti a poche unità &#8220;senza pensare ad improbabili ulteriori riforme&#8221;; riformare gli ammortizzatori sociali per garantire a tutti, specie ai giovani precari, tutele dignitose; attuare nella Pubblica amministrazione politiche del lavoro che non penalizzino le nuove generazioni e favoriscano la qualità e l&#8217;universalità dei servizi; giovani non più precari, le nuove generazioni non devono essere ricattate, servono contratti veri, con pieni diritti e tutele; più donne al lavoro attraverso un piano straordinario per l&#8217;occupazione femminile e con la reintroduzione della legge contro le dimissioni in bianco; combattere e reprimere il lavoro nero recuperando le ingenti risorse economiche per estendere legalità e diritti; mettere al centro il Mezzogiorno attraverso piani strategici di sviluppo e occupazione; lotta senza quartiere all&#8217;economica mafiosa che sottrae ogni anno 330 miliardi di euro al Paese.<span id="more-3675"></span><strong><span style="color: #ff0000;">1. Politiche industriali contro la crisi &#8211; </span></strong>Circa 3,3 miliardi di ore di cassa integrazione da quando è esplosa la crisi nell&#8217;autunno del 2008. Oltre 50 mila aziende coinvolte, 3,5 milioni toccati dalla cassa e 500 mila stabilmente in cig. Quasi 200 tavoli di crisi aperti su vertenze che investono oltre 220 mila lavoratori. Sono i numeri della crisi produttiva tamponata dal massiccio ricorso alla cassa in questi tre anni e che il precedente governo ha aggravato senza intervenire sui fattori di crisi strutturale e senza dare indicazioni di sviluppo. Mentre ha ridotto, quando non tagliato completamente, investimenti strategici sulla ricerca, sulle infrastrutture, sulle energie rinnovabili. Il settore delle energie rinnovabili è stato l’unico settore a crescere con oltre 120 mila occupati, nonostante la mancata attuazione del piano energetico nazionale. E&#8217; decisivo cambiare strada per riaffermare la forza nella specificità manifatturiera del nostro sistema economico, affrontare le debolezze strutturali e fattoriali, partire dall’istituzione di un fondo per la crescita e l’innovazione che possa favorire innanzitutto un Piano energetico nazionale e politiche di green economy. Servono infine politiche di innovazione e sviluppo locale, aumentare la spesa in ricerca e sviluppo, favorire politiche industriali per il Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">2. Ridurre le tipologie contrattuali -</span></strong> La crisi sta peggiorando la qualità dei nuovi posti di lavoro. Circa 8 assunzioni su 10 sono precarie pescando tra le 46 diverse forme contrattuali esistenti. Una situazione insostenibile che moltiplica una precarietà devastante per la vita delle persone, scaricando i costi sociali sulla collettività e sull&#8217;intero paese, e che il passato governo ha perseguito a partire dal collegato lavoro per arrivare all&#8217;articolo 8 della manovra di ferragosto. Non serve quini pensare ad improbabili ulteriori riforme, magari aggiungendo nuove tipologie di lavoro. Serve ridurre significativamente le forme di impiego e restituire una gerarchia tra le forme di lavoro. La CGIL rilancia la centralità del lavoro stabile, tutelato e formato come leva per il progresso e la coesione sociale, proponendo: che il lavoro a tempo indeterminato torni ad essere il “normale” rapporto di lavoro; che sia incentivato fiscalmente e contributivamente; che ogni rapporto non a tempo indeterminato costi quindi di più di quello normale e sia giustificato per via legislativa e/o contrattuale; che si incentivino le trasformazioni da lavoro precario a lavoro stabile che si cancellino le tante forme di lavoro oggi esistenti riconducendole a poche unità; che l&#8217;apprendistato sia la via d&#8217;ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, con formazione vera e certificata, pienezza di tutele e retribuzione progressivamente crescente.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">3. Riformare gli ammortizzatori sociali -</span></strong> In Italia oltre 1,6 milioni di persone non sono tutelate da ammortizzatori sociali: soprattutto giovani precari ma anche lavoratori senza i requisiti per l&#8217;indennità di disoccupazione o che hanno terminato il periodo di tutela. Ora, dopo oltre tre anni di crisi, per molti lavoratori in cig si stanno esaurendo gli strumenti di sostegno. Serve una riforma organica degli ammortizzatori sociali che garantisca a tutti due forme di tutela: la cig in caso di difficoltà temporanea dell&#8217;impresa, con garanzia di rientro in azienda e ricorso a formazione mirata durante i periodi di non lavoro; l&#8217;indennità di disoccupazione in caso di perdita di lavoro. Una riforma per assicurare a tutti una copertura reale pari all&#8217;80% del salario, fino ad un tetto massimale realistico di 1.800 euro, e copertura figurativa per tutto il periodo. La durata dei benefici sarà modulata garantendo però a tutti, in modo eguale, tre anni di ricorso massimo alla cig ed almeno 24 mesi di tutela dopo il licenziamento, e abbattendo le barriere che oggi impediscono ai precari di accedervi. Va inoltre previsto anche un “reddito di ultima istanza”, che protegga le persone quando gli ammortizzatori finiscono, che sia finanziato non dalla contribuzione ma dalla fiscalità generale, ed abbia come fine il reinserimento nel mondo del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">4. Qualità e diritti nella Pubblica amministrazione &#8211; </span></strong>Politiche del lavoro che non penalizzino le nuove generazioni e favoriscano la qualità e l&#8217;universalità dei servizi servono anche nella Pubblica amministrazione. Le politiche del centro destra nei diversi settori della Pa e della conoscenza hanno determinato un&#8217;emergenza lavoro creando una impressionante sacca di precariato. I numeri sono eloquenti: a fronte di circa 61 mila lavoratori precari che hanno fruito delle leggi che ne permettevano la stabilizzazione, continuano ad esservi 122 mila persone con contratto non a tempo indeterminato e circa 117 mila contratti di collaborazione e/o consulenza. A questi numeri si aggiungono quelli dei rapporti a tempo determinato nei settori della conoscenza: circa 200 mila lavoratori precari mentre non meno di 70 mila persone vincitrici di concorso non hanno ancor accesso nella Pa. Dal 2011 il taglio del 50% della spesa per lavoro precario sta determinando interruzioni anticipate o mancati rinnovi con le conseguenti ripercussioni sui lavoratori e sulla continuità dei servizi pubblici. Un quadro drammatico che va superato nel segno dei diritti e delle regole: anche nell&#8217;emergenza finanziaria occorre riprendere ad investire in servizi qualificati alla persone e in innovazione di processo e di prodotto tornando ad allargare i confini dell&#8217;intervento pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">5. Giovani non più precari &#8211; </span></strong>Il concetto è molto semplice: la precarietà non paga. La presenza di alcuni milioni di precari e 2 milioni di giovani che non trovano lavoro costituisce una vera e propria emergenza sociale che la crisi economica ha ulteriormente aggravato. Innanzitutto occorre liberare le nuove generazioni dal ricatto di chi le costringe ad essere disposte a tutto pur di lavorare, anche a condizioni indecenti: ciò significa contrastare la disoccupazione giovanile e il lavoro sommerso creando un sistema di tutele e servizi per i giovani in cerca di prima occupazione. Non servono anni di schiavitù per conquistare un posto di lavoro: ai giovani che accedono al primo impiego serve un contratto vero, con pieni diritti e tutele. Se questo ha una finalità formativa deve avere una durata prestabilita di massimo 3 anni e tempi certi di stabilizzazione. Bisogna mettere fine alla giungla di contratti truffa: ad un lavoro stabile deve corrispondere un contratto stabile. Infine a parità di lavoro devono corrispondere pari condizioni: i diritti fondamentali devono essere estesi a tutti e difesi dagli effetti dell’articolo 8 dell&#8217;ultima manovra economica che invece consente deroghe a seconda del posto di lavoro e della condizione in cui ci si trova.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">6. Donne al lavoro -</span></strong> La finestra dell’Italia femminile che lavora è desolante. Se confrontati al resto dei Paesi europei i dati sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro in Italia sono allarmanti: nel 2010 il tasso di occupazione al femminile si è arrestato al 46,1%, pari al 12% in meno rispetto alla media europea. Sono 800 mila le donne licenziate, o costrette a lasciare il lavoro, a causa della maternità, ovvero l’8,7% delle donne lavoratrici con almeno un figlio. Il divario con gli stipendi maschili poi è ancora notevole. La retribuzione netta mensile delle lavoratrici dipendenti è di 1.077 euro contro i 1.377 degli uomini, circa il 18% in meno. Quasi una donna su due in Italia non è occupata né disoccupata, ovvero non lavora, ma non è neanche in cerca di un posto :il tasso di inattività femminile è pari al 48,9%, mentre quello maschile si attesta a 26,9%. Emerge con chiarezza quindi che le donne stanno pagando la crisi più e peggio degli uomini. Serve lavoro, che sia buono e che superi discriminazioni, differenziali, segregazioni e separazioni, a partire da un piano straordinario per l&#8217;occupazione femminile, con una particolare attenzione nei confronti delle giovani donne; dal ripristino della legge sulle dimissioni in bianco; da investimenti seri sui servizi sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">7. Battere il lavoro nero -</span></strong> In Italia il 17% della ricchezza prodotta evade il fisco. Si tratta di centinaia di miliardi l&#8217;anno e di più di 3 milioni di lavoratori costretti ad avere salari spesso da fame e condizioni di lavoro terribili. Il problema non va sottovalutato e di certo l&#8217;ampiezza del sommerso non va intesa come semplice ricchezza non dichiarata, magari fisiologica o addirittura come ammortizzatore sociale. Occorre rovesciare l&#8217;impostazione fin qui seguita: potenziare i controlli e la sicurezza progressivamente ridotti. Così come va sancita l&#8217;obbligatorietà della regola e della coesione sociale. Una mobilitazione contro il lavoro sommerso deve muoversi dunque secondo direttrici precise che si possono sintetizzare in tre grandi filoni. Serve reprimere in maniera mirata. E&#8217; necessario fare della Pubblica amministrazione un garante di legalità. Infine c&#8217;è bisogno di dare sostegno alle regolarizzazioni: reprimere è decisivo ma non basta, serve anche una prospettiva di emersione attraverso piani territoriali che sostengano le imprese che volessero rientrare nella legalità. Il tutto nella consapevolezza che il lavoro nero, grigio e sommerso, si può combattere e battere. C&#8217;è bisogno di una vera volontà politica per riaffermare la legalità, recuperare risorse ed estendere i diritti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">8. Il lavoro è il Sud &#8211; </span></strong>Il Mezzogiorno paga un prezzo altissimo nella crisi. Le passate manovre economiche hanno peggiorato progressivamente una situazione già grave. Ogni manovra ha fatto pagare al Mezzogiorno un pesante prezzo perché si è fatto cassa con le risorse previste per i Fondi per le aree sottoutilizzate dirottandole per altre voci o piegandole ad esigenze di clientele elettorali (vedi fondi per l&#8217;emergenza rifiuti a Catania) così da mettere in forse &#8211; per i meccanismi di spesa europei &#8211; anche le risorse che le Regioni sarebbero state chiamate ad erogare. La stessa minestra, chiamata &#8216;Piano per il Sud&#8217; o &#8216;Piano Eurosud&#8217;, è stata scaldata più volte e le cifre in esso previste si sono rivelate giochi di prestigio. Per questo il lavoro è il perno di ogni scelta per il riscatto del Mezzogiorno e la rinascita del Paese. L&#8217;Italia non uscirà dalla crisi più grave del dopoguerra se non rimette il Mezzogiorno al centro di un progetto di sviluppo sostenibile che modifichi in profondità il mix produttivo e la struttura dei consumi e offra alle nuove generazioni una prospettiva di lavoro stabile, qualificato, non povero e precarizzato. Quindi: utilizzare rapidamente e con efficacia le risorse disponibili per lo sviluppo del Sud; riattivare gli investimenti In materia di sviluppo promuovendo una politica industriale innovativa centrata sulla green economy.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff0000;">9. Mafie Spa:</span></strong> quanto ci costa l&#8217;economia criminale &#8211; La Corte dei conti ha comunicato che il costo della corruzione in Italia è stimabile in 60 miliardi di euro e che nel 2010 il fenomeno è aumentato del 30% rispetto al 2009. Non solo: secondo la Commissione parlamentare antimafia il fatturato delle Mafie italiane è stimabile in 150 miliardi di euro con 70 miliardi di utili al netto degli investimenti. Circa 180 mila posti di lavoro all&#8217;anno persi nel Mezzogiorno d&#8217;Italia a causa di questa attività criminale mentre 500mila commercianti sono oggetto della malavita organizzata, per un giro di affari criminale stimato in 98 miliardi di euro, di cui 37 per mano mafiosa. La Guardia di finanza afferma che nel nostro paese i redditi evasi ammontano a 270 miliardi di euro e che il mancato gettito sia di 120 miliardi di euro, di cui 60 miliardi di Iva evasa. Sommati questi dati emerge che ogni anno l&#8217;illegalità (mafie, corruzione, evasione fiscale, economia sommersa) sottrae agli italiani e alle imprese oneste 330 miliardi di euro. Numeri eloquenti: siamo di fronte a nodi strutturali che non sono più rinviabili. Il problema non è solo affrontare il contingente e far tornare rapidamente i conti. La vera questione è che quei nodi rappresentano un intralcio, un vero e proprio cappio al collo e che la legalità è una risorsa culturale ed economica per lo sviluppo del Paese.</p>
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		<title>3 Dicembre a Roma: Il lavoro l&#8217;unica cura per il Paese</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;unica cura per il Paese è il Lavoro. Per questo la CGIL convoca per sabato prossimo, 3 dicembre, un&#8217;Assemblea Straordinaria delle delegate e dei delegati. Un&#8217;iniziativa nel corso della quale oltre 15mila persone si confronteranno sui temi del lavoro, quel lavoro che “bisogna costruire, difendere, che bisogna rendere stabile e non precario”. L&#8217;assemblea si terrà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/output_immagine.php_.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3660" title="output_immagine.php" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/output_immagine.php_.jpeg" alt="output_immagine.php" width="304" height="75" /></a><span style="color: #ff0000;">L&#8217;unica cura per il Paese è il Lavoro. Per questo la CGIL convoca per sabato prossimo, 3 dicembre, un&#8217;Assemblea Straordinaria delle delegate e dei delegati. Un&#8217;iniziativa nel corso della quale oltre 15mila persone si confronteranno sui temi del lavoro, quel lavoro che “bisogna costruire, difendere, che bisogna rendere stabile e non precario”.</span> L&#8217;assemblea si terrà a Roma presso il Palalottomatica, piazzale dello Sport, a partire dalle 9.30. Le conclusioni sono previste per le ore 14 con l&#8217;intervento del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso. <span id="more-3657"></span>Dopo la lunghissima mobilitazione che ha accompagnato i tre anni del governo di centro destra è il momento, secondo la CGIL, di rilanciare le proposte del sindacato e di risollevare il Paese dalle macerie create da anni di politiche che non hanno pensato alla crescita, ma solo al risanamento dei conti attraverso tagli “indiscriminati e lineari”. Al centro del dibattito dell&#8217;Assemblea Straordinaria, spiega la CGIL, “la necessità di fondare la crescita del Paese sul lavoro e sui giovani”. Le condizioni occupazionali in Italia sono “drammatiche” denuncia la CGIL precisando che sono circa 8milioni i lavoratori e le lavoratrici che si trovano in una situazione di grande sofferenza: senza lavoro, con salari insufficienti, indeboliti o addirittura privati delle tutele e dei diritti che gli spettano. A dover sopportare le conseguenze di questa situazione sono, in primo luogo, i giovani, insieme alle donne, ai lavoratori del Mezzogiorno, agli immigrati e ai lavoratori della pubblica amministrazione. In definitiva, avverte la CGIL, a pagare la crisi è tutto il mondo del lavoro. L&#8217;Italia, secondo il sindacato guidato da Susanna Camusso, non uscirà dalla crisi più grave dal dopoguerra ad oggi se non viene subito istituito un Fondo per la crescita e l&#8217;innovazione, se non viene varata un&#8217;organica riforma degli ammortizzatori sociali che, possano così garantire a tutti una protezione. Contemporaneamente, avverte la CGIL, è necessario ridurre le oltre 40 forme d&#8217;impiego oggi esistenti e rilanciare la centralità del lavoro stabile, tutelato e formato come leva per il progresso e la coesione sociale. Tra i temi che verranno affrontati nel corso dell&#8217;Assemblea Straordinaria “il lavoro come perno di ogni scelta per il riscatto del Mezzogiorno e la rinascita del paese”, la lotta al lavoro nero, una battaglia che per la CGIL assume un duplice significato: “recupero delle risorse ed estensione dei diritti”. Inoltre, il 3 dicembre sarà, per la CGIL, un&#8217;occasione per mettere in evidenza “il legame stretto tra legalità e sviluppo” e la necessità di affrontare, con urgenza e in modo strutturale i nodi della corruzione, dell&#8217;illegalità e dell&#8217;economia mafiosa. Il contributo delle delegate e dei delegati al dibattito si focalizzerà anche sul tema del lavoro delle donne come “reale dimensione di sviluppo e di crescita del Paese”. I dati sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro, secondo quanto riferisce la CGIL, sono “allarmanti”: il tasso di occupazione femminile registra un 12% in meno rispetto alla media europea. “Serve lavoro, lavoro buono che superi le discriminazioni, segregazioni e separazioni”. Preoccupa anche il settore delle Pubbliche Amministrazioni, si è di fronte ad “quadro drammatico di lavoro instabile” per la CGIL “servono politiche del lavoro che non penalizzino le giovani generazioni e favoriscano la qualità e l&#8217;universalità dei servizi pubblici”. Il 3 dicembre sarà quindi per tutta la Confederazione un appuntamento importante, un momento di discussione, perchè “solo il lavoro può rappresentare la cura per l&#8217;Italia. E&#8217; sui diritti del lavoro &#8211; conclude la CGIL &#8211; che si gioca la partita decisiva per le persone e per la qualià dello sviluppo”</p>
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		<title>Piombino: In piazza per salvare il futuro della siderurgia</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 17:40:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oltre 4000 persone sono scese in piazza, ieri a Piombino, per difendere  il lavoro ed il futuro della siderurgia. &#8220;Era dagli anni 90 che a Piombino nn si vedeva una manifestazione così grande&#8221; ha commentato Luciano Gabrielli segretario Fiom Cgil Livorno &#8220;Siamo scesi in piazza per difendere la siderurgia e l&#8217;economia locale ma soprattutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify; padding-left: 30px;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC_0512.JPG"><img class="size-large wp-image-3639 alignleft" title="DSC_0512" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/DSC_0512-940x625.jpg" alt="DSC_0512" width="337" height="224" /></a>Oltre 4000 persone sono scese in piazza, ieri a Piombino, per difendere  il lavoro ed il futuro della siderurgia. &#8220;Era dagli anni 90 che a Piombino nn si vedeva una manifestazione così grande&#8221; ha commentato Luciano Gabrielli segretario Fiom Cgil Livorno &#8220;Siamo scesi in piazza per difendere la siderurgia e l&#8217;economia locale ma soprattutto il futuro dei giovani&#8221;.<span id="more-3621"></span>&#8220;La vicenda Lucchini sta assumendo sempre più contorni di forte preoccupazione e di pericolosità&#8221; spiegano Maurizio Strazzullo Segretario Generale CGIL Provincia di Livorno e Giuseppe  Bartoletti Coordinatore di zona &#8220;L’accordo per il risanamento finanziario tarda a venire e nel frattempo le risorse si stanno esaurendo, mancano ordini e la stessa marcia dell’AFO, con continue fermate, desta forte preoccupazione, con gravi rischi per la tenuta.  Per questo invitiamo il Gruppo Dirigente ad avere senso di responsabilità, in modo da evitare azioni che possono portare a situazioni di difficile gestione. A fronte di questo scenario la CGIL aveva lanciato la proposta di uno sciopero generale di tutte le categorie; abbiamo costruito, insieme alle strutture regionali un percorso che prevede la richiesta di un incontro al Presidente  della Regione Toscana per fare assumere alla vicenda una valenza non solo locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine di questo percorso, ancora in piedi, le Organizzazioni Sindacali assumeranno le necessarie decisioni, compresa l’eventualità della proclamazione di uno sciopero generale. Su temi e vicende che riguardano il lavoro ed il futuro di questo territorio, crediamo che serva una risposta la più ampia e unitaria possibile. La CGIL  invita tutti i lavoratori delle imprese che lavorano nell’ indotto della filiera siderurgica ad aderire allo sciopero del 15 novembre e ribadisce che continuerà a lavorare per arrivare ad uno sciopero generale unitario e di tutti i settori lavorativi, perché la vicenda e  il futuro del lavoro industriale non si esaurisce con questo momento di lotta e di iniziativa.  P.S. Del resto è curioso, che si dichiari uno sciopero generale e non si consenta ai lavoratori delle imprese trasporti, energia, poste, banche e sanità, di partecipare in quanto per legge è previsto un preavviso di 10 giorni&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Il Lavoro: Quali risposte&#8221;. Strazzullo: &#8220;Noi ci impegniamo e voi?&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 09:45:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Noi ci impegniamo e voi?&#8221; Questa la domanda rivolta da Maurizio Strazzullo, Segretario generale Cgil Livorno, alle autorità presenti questo pomeriggio alla Camera di Commercio di Livorno per l&#8217;iniziativa pubblica dal titolo &#8220;Il Lavoro: Quali risposte&#8221;.
Ecco il testo del Documento intercategoriale presentato dalla Cgil di Livorno che analizza la situazione occupazionale del nostro territorio e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/il-lavoro-quali-risposteok.JPG"><img class="size-large wp-image-3588 alignleft" title="il lavoro quali risposteok" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/il-lavoro-quali-risposteok-929x940.jpg" alt="il lavoro quali risposteok" width="319" height="323" /></a><span style="color: #ff0000;">&#8220;Noi ci impegniamo e voi?&#8221; Questa la domanda rivolta da Maurizio Strazzullo, Segretario generale Cgil Livorno, alle autorità presenti questo pomeriggio alla Camera di Commercio di Livorno per l&#8217;iniziativa pubblica dal titolo &#8220;Il Lavoro: Quali risposte&#8221;.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il testo del Documento intercategoriale presentato dalla Cgil di Livorno che analizza la situazione occupazionale del nostro territorio e avanza proposte concrete per superare la crisi e promuovere e consolidare il Lavoro e la sua qualità:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/doc-intercategoriale-Livorno.pdf">Documento intercategoriale  Cgil Livorno</a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><span id="more-3587"></span></span><span style="color: #ff0000;">Il lavoro: Quali risposte&#8221;. Questo il titolo dell&#8217;assemblea pubblica che si terrà venerdì prossimo, 11 novembre, dalle ore 14.30 presso la Camera di Commercio di Livorno e che vedrà la Cgil protagonista di un dibattito sulle tematiche del lavoro nel nostro territorio a due anni dal Congresso. </span>L&#8217;introduzione del segretario generale della Camera del Lavoro di Livorno Maurizio Strazzullo aprirà i lavori, a seguire interverranno: Roberto Nardi presidente della Camera di Commercio di Livorno, Gianfranco Simoncini assessore provinciale alle Attività Produttive, Alessandro Cosimi sindaco di Livorno, Lorenzo Bacci sindaco di Collesalvetti, Giorgio Kutufà presidente della Provincia di Livorno, Giuliano Gallanti presidente dell&#8217;Autorità portuale di Livorno. Alessio Gramolati, segretario generale Cgil Toscana, concluderà l&#8217;iniziativa.</p>
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		<title>L&#8217;Italia sono anch&#8217;io: Parte venerdì la raccolta delle firme</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:47:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia sono anch&#8217;io: Parte domani, venerdì 11 novembre, la raccolta delle firme. Banchetti per la raccolta in tutta la provincia: Collesalvetti Piazza del Comune dalle 10 alle 12, Livorno Via del Giglio angolo Via Grande dalle 9 alle 13, Cecina Piazza  Guerrazzi dalle 16 alle 20, Piombino Piazza Gramsci dalle 16 alle 19. 
&#8220;L&#8217;Italia sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/italia-sono-anchio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3604" title="italia-sono-anchio" src="http://www.livornocgil.it/wp-content/uploads/2011/11/italia-sono-anchio.jpg" alt="italia-sono-anchio" width="220" height="229" /></a><span style="color: #ff0000;">L&#8217;Italia sono anch&#8217;io: Parte domani, venerdì 11 novembre, la raccolta delle firme. </span>Banchetti per la raccolta in tutta la provincia: Collesalvetti Piazza del Comune dalle 10 alle 12, Livorno Via del Giglio angolo Via Grande dalle 9 alle 13, Cecina Piazza  Guerrazzi dalle 16 alle 20, Piombino Piazza Gramsci dalle 16 alle 19. <span id="more-3579"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Italia sono anch&#8217;io: campagna per i diritti di cittadinanza&#8221;: Giovedì 3 novembre alle 17 presso la Sala della Provincia si terrà l&#8217;assemblea pubblica. Ecco chi ha aderito al Comitato Provinciale di Livorno &#8220;L&#8217; Italia sono anch’io”: CGIL Provincia di Livorno, ACLI Livorno, ACLI Solidarietà, ARCI Livorno, ARCI Bassa Val di Cecina, ARCI Val di Cornia, CESDI Livorno, Coordinamento delle comunità straniere Livorno, Associazione “Shqiperia “ (Albania) Livorno, Associazione African’s Childrens Livorno, Associazione Samarcanda Piombino, TAVOLO per LA PACE della VALDICECINA, Associazione per la Pace Val di Cornia, SEL Livorno, SEL Bassa Val di Cecina, PD Unione comunale Livorno, PD Cecina, IDV Livorno. I Sindaci dei Comuni dei Comuni di: Collesalvetti Lorenzo Bacci, Cecina Stefano Benedetti, Piombino Gianni Anselmi, Rosignano Marittimo Alessandro Franchi, Livorno Alessandro Cosimi, Il Presidente dell’amministrazione Provinciale di Livorno Giorgio Kutufà</p>
<p style="text-align: center;">
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