Le proposte relative alla riorganizzazione delle funzioni del personale della polizia locale di Cecina rilasciate a mezzo stampa dal sindacato Csa Ral sono alquanto inopportune.
La contrattazione non si fa sui giornali ma ai tavoli delegati: le proposte riguardanti il personale dovrebbero infatti prima essere esposte alla rsu per poi essere eventualmente da essa portate all’attenzione del tavolo di delegazione trattante.
Il salto in avanti del Csa Ral – oltre a non aiutare il corretto svolgimento delle relazioni sindacali – non contribuisce neanche a mantenere un clima di lavoro sereno tra gli stessi lavoratori della polizia locale poiché vorrebbe modificare un’organizzazione del lavoro ormai strutturata. Un’organizzazione migliorabile ma non stravolgibile.
Il rischio è inoltre quello di generare attriti tra questi lavoratori e quelli di altri servizi: ci sembrerebbe infatti inopportuno caricare ulteriormente di compiti il personale dell’ente già oberato dal lavoro ordinario.
In relazione alla proposta di incrementare i controlli, si deve considerare non solo la carenza di personale nell’attuale pianta organica della polizia locale (servirebbero almeno altre quattro assunzioni), ma anche un’età media dei lavoratori diventata non trascurabile.
Da valutare anche l’eventuale impatto economico di una modifica delle mansioni.
Anche in relazione alla proposta di erogare incentivi economici ai dipendenti di un determinato settore attingendo dalle disponibilità del fondo generale dei lavoratori indipendentemente da quanto previsto dal decreto legge Sicurezza servirebbe aprire una riflessione a 360°.
Invitiamo pertanto Csa Ral a riportare la discussione all’interno degli organi preposti (tavolo rsu e tavolo di delegazione trattante) e ad evitare fughe in avanti.
Mauro Scalabrini (segretario generale Fp-Cgil Livorno)
