“La salute non può essere mercificata, l’isola e i suoi abitanti pretendono che il loro diritto alla salute non sia messo in discussione da un progetto di riorganizzazione della Sanità Pubblica che, partendo dall’alibi della necessità di ridurre i costi, arrivi a smantellare tutti i servizi erogati dal presidio sanitario elbano” commenta la Fp Cgil “Come organizzazione sindacale abbiamo compreso che la sanità toscana andasse adeguata al presente, ma sicuramente non smantellata. Era necessario renderla più efficace ed efficiente, meno farraginosa e costosa, ridurre gli sprechi e razionalizzare l’0fferta delle prestazioni sanitarie e i tempi dell’erogazione di queste, dotare i presidi ospedalieri di personale adeguato. Il territorio elbano assiste ad un progetto di smantellamento che non tiene conto nè della specificità dell’isola nè della sua popolazione, un progetto che smantellando le guardie mediche rende ancora più difficile intervenire su un diritto inalienabile per tutti: la salute. Prendiamo atto che gli impegni assunti sono stati disattesi, che sul presidio ospedaliero elbano non si è assolutamente investito nè migliorato ma solo tagliato e ridotto in nome di una riorganizzazione dei conti e dei bilanci. Chiediamo il mantenimento delle prestazioni ospedaliere che garantiscano la sicurezza sulla salute dei cittadini, ed il potenziamento delle prestazioni domiciliari e dell’assistenza territoriale ” er conclude “La salute è un costo che un paese civile dovrebbe essere ancora in grado di sostenere, un costo non visto come posta negativa ma come valore aggiunto del sistema paese. L’Elba è parte integrante del sistema Italia e pretende che il diritto a vivere in questo territorio non sia costantemente messo in discussione dalla soppressione di servizi essenziali. Auspichiamo che i prossimi incontri a livello regionale contribuiscano a definire meglio la strategia che la Regione intende adottare nei confronti della sanità”.
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24 febbraio 2012
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