EMERGENZA COVID NELLE SCUOLE: DECISIVO IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLA SOCIETA’ CIVILE DEL LAVORO DEL PERSONALE SCOLASTICO, INSEGNANTE E NON, DI OGNI ORDINE E GRADO

EMERGENZA COVID NELLE SCUOLE: DECISIVO IL RICONOSCIMENTO DA PARTE DELLA SOCIETA’ CIVILE DEL LAVORO DEL PERSONALE SCOLASTICO, INSEGNANTE E NON, DI OGNI ORDINE E GRADO
 La terribile realtà della pandemia da Covid 19 ha avuto un unico merito: mettere in evidenza in modo incontrovertibile che il servizio pubblico, in tutte le sue declinazioni, ha avuto un ruolo centrale e decisivo nella gestione e nel superamento della fase più critica dell’emergenza. Nella fase della diffusione del virus – culminata con il lockdown – il Servizio sanitario nazionale, con i suoi lavoratori e le sue lavoratrici, è stato in prima linea nella cura e nel contenimento della malattia.
In questa nuova fase – da molti denominata “di convivenza con il Covid” – chi sta impegnandosi in prima persona per tornare alla normalità della convivenza civile sono sicuramente gli insegnanti e le insegnanti di ogni ordine e grado, insieme al personale ausiliario e amministrativo, che con la loro competenza, abnegazione e creatività stanno consentendo il ritorno dei nostri figli a scuola.
E’ di importanza fondamentale che a questi lavoratori e a queste lavoratrici venga riconosciuto il contributo che stanno dando all’intera società, sia da parte di chi ci governa (ossia coloro che devono prevedere, diffondere e mantenere le migliori condizioni di sicurezza a tutela degli insegnanti, del personale scolastico, degli alunni di ogni età) sia da parte dei genitori che devono vedere negli educatori i propri migliori alleati nell’affrontare i rischi e le paure connesse all’emergenza epidemiologica in famiglia.
Tutta la società nel suo complesso sta affrontando una prova epocale senza avere un “libretto delle istruzioni”: gli strumenti legislativi e i protocolli di sicurezza mutano di giorno in giorno per stare al passo dell’evoluzione epidemica. Questo è normale: un protocollo sanitario o un decreto superati possono fare dei danni invece di risolverli.
L’atteggiamento che deve essere assunto da tutti è quello della consapevolezza e della collaborazione: ciò non significa mettere da parte lo spirito critico ma servirsene per costruire una rete fra società civile e operatori pubblici, della sanità, della scuola e più in generale dei servizi pubblici. È necessario che chi governa presti attenzione alla sicurezza dei bambini e alle condizioni di lavoro delle insegnanti e del personale scolastico che stanno, con i limitati mezzi a disposizione, contribuendo a costruire quell’argine di protezione dall’epidemia per le giovani generazioni. Questo è l’unico modo per percorrere insieme la strada, non breve, che ci separa dalla fine di questa emergenza
 
 
Cgil
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