RAFFINERIA ENI, COMUNICATO DEL COORDINAMENTO RLS UNITARIO DELLE DITTE APPALTATRICI

RAFFINERIA ENI, COMUNICATO DEL COORDINAMENTO RLS UNITARIO DELLE DITTE APPALTATRICI

Il Coordinamento Rls unitario delle ditte appaltatrici Eni vuole portare a conoscenza e, nello stesso tempo, denunciare una situazione che ormai da diverso tempo si verifica sistematicamente all’uscita dei lavoratori dalla raffineria.

In base a quanto previsto dal D.Lgs. 81/08, e in particolare agli obblighi relativi alla gestione, manutenzione e pulizia dei dispositivi e degli indumenti utilizzati durante le lavorazioni, gli indumenti di lavoro che possono essere contaminati dagli agenti presenti nell’ambiente di raffineria devono essere adeguatamente gestiti, raccolti, puliti e sottoposti alle necessarie procedure di decontaminazione a cura dell’azienda e secondo procedure organizzate e idonee.

Il mancato rispetto di queste disposizioni sta portando, di fatto, numerosi lavoratori ad entrare e soprattutto ad uscire dalla raffineria indossando ancora gli indumenti utilizzati durante il lavoro.

È importante chiarire che non siamo di fronte a una scelta o a una responsabilità dei singoli lavoratori. Il problema nasce dalla mancanza, da parte di ENI di una vera attenzione del rispetto delle normative vigenti verso le ditte appaltatrici, di un’organizzazione adeguata a garantire il ritiro, la raccolta, il lavaggio e la corretta gestione degli indumenti di lavoro che possono essere contaminati.

Quando tale organizzazione non viene garantita, il lavoratore si trova, di fatto, nella condizione di dover uscire dallo stabilimento indossando gli stessi abiti utilizzati durante l’attività lavorativa. Questo significa che indumenti che possono essere entrati in contatto con sostanze, polveri o altri agenti presenti all’interno dello stabilimento vengono portati fuori dalla Raffineria, sui mezzi pubblici, nei supermercati, per le strade della città e, inevitabilmente, anche nelle abitazioni.

Non si tratta quindi soltanto di una questione di decoro o di immagine.

È prima di tutto una questione di salute e sicurezza: se gli indumenti di lavoro possono essere contaminati, la loro gestione, raccolta, pulizia e lavaggio non può essere demandata al lavoratore, né può diventare un problema per la collettività.

Riteniamo pertanto necessario che le ditte appaltatrici garantiscano concretamente un sistema organizzato ed efficace per la gestione e il lavaggio degli indumenti di lavoro, mettendo i propri dipendenti nelle condizioni di lasciare lo stabilimento con abiti puliti e non potenzialmente contaminati. Allo stesso tempo, abbiamo più volte sollecitato l’intervento della Direzione ENI, in qualità di committente, affinché venga verificato che nell’ambito delle attività affidate alle imprese appaltatrici siano effettivamente garantite condizioni e procedure coerenti con gli obblighi di salute e sicurezza e con quanto previsto dalla normativa.

Non è accettabile che una carenza organizzativa con la totale assenza della committente verso i lavoratori in appalto finisca per ricadere sull’anello debole di questa catena, costringendoli a portare all’esterno dello stabilimento indumenti potenzialmente contaminati.

La riconversione del sito è e rimane una opportunità unica, ma deve avvenire nel pieno rispetto delle norme sulla salute e sicurezza sul lavoro e nel rispetto della nostra città e dei suoi abitanti.

Coordinamento Rls unitario delle ditte appaltatrici Eni

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