Questa mattina i lavoratori della Cooplat si mobiliternno in difesa del posto di lavoro e del contratto collettivo di settore. “A due mesi dalla scadenza dell’appalto dello spazzamento l’AAMPS non ha ancora predisposto il nuovo bando di gara per l’affidamento del servizio, ma soprattutto non ha, nonostante le richieste, aperto un confronto con le Organizzazioni sindacali a partire dalla regole da inserire nella gare di appalto” questo quanto si legge nel volantino che questa mattina dalle 11.30 i lavoratori distribuiranno in piazza Civica a Livorno.”Il meccanismo di aggiudicazione, non può essere al massimo ribasso e deve prevedere l’inserimento nel capitolato della gara il rispetto del Ccnl Fise. Queste erano le regole che l’AAMPS ha sempre seguito nelle gare di appalto, ma oggi, a fronte di una crisi finanziaria, il conto viene presentato a loro, ai lavoratori esternalizzati. E’ previsto di recuperare i risparmi (quantificati dall’A.U. di Aamps in 2.520.000 euro) con “ un aggressivo piano di ristrutturazione aziendale” con “processi di reinternalizzazione di servizi già appaltati e la razionalizzazione dei capitolati e delle procedure di appalto”. Tradotto: appalti al massimo ribasso e non applicazione del contratto di settore Fise, come è avvenuto nella gara per il servizio degli ingombranti. Il risultato: più ore di lavoro, meno salario ed esuberi. Al Sindaco, nella sua veste di rappresentante della proprietà di Aamps, chiediamo di garantire l’inserimento delle clausole di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa e dell’applicazione del contratto di settore Fise”.
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“Siamo fortemente preoccupati per l’andamento della crisi economica e sociale che il Paese sta vivendo. Milioni di pensionati e di anziani stanno pagando un prezzo altissimo, colpiti duramente dagli effetti della crisi e dalle misure di rigore finora adottate dal Governo: blocco della rivalutazione delle pensioni, introduzione dell’Imu sulla prima casa, tagli al welfare, tagli ai trasferimenti a Regioni ed Enti locali, aumento dei prezzi di beni, servizi e tariffe. Chiediamo: Interventi concreti e urgenti a sostegno dei redditi dei pensionati, una nuova politica fiscale che abbatta drasticamente l’evasione e riduca la tassazione sui redditi da pensione e da lavoro, una soluzione al problema degli incapienti, di quelle persone, cioè, che hanno redditi così bassi da non poter usufruire delle agevolazioni fiscali, il rilancio del welfare pubblico, equo e solidale, in grado rispondere alle esigenze di tutti i cittadini, l’ approvazione di una legge nazionale per la non autosufficienza, la razionalizzazione della spesa pubblica. Le nostre richieste sono indirizzate a far ripartire i consumi, lo sviluppo e la crescita del nostro Paese, ad ottenere un fisco più equo, a salvaguardare e incrementare una rete di servizi sociali e sanitari omogenea su tutto il territorio nazionale e per tutti i cittadini, a creare nuovi posti di lavoro e a favorire la giustizia e la coesione sociale.
Presidio al Goldoni. Slc Cgil: “Non pagare chi produce cultura e spettacolo è una nota stonata”
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“Non pagare i musicisti che producono Cultura e Spettacolo è una nota stonata!” Queste le motivazioni che porteranno la Slc Cgil, questa sera alle 20, a manifestare di fronte al Teatro Goldoni di Livorno. “Dobbiamo denunciare l’usata e deprecabile usanza di non pagare le prestazioni dei Lavoratori, musicisti, ciclicamente impegnati dalla SEO – Simpohony Esemble Orchestra. Questi lavoratori, negli ultimi tempi hanno lavorato per importanti concerti di artisti come Sting, Mario Biondi, i Pooh, Renga, alcuni di essi, rivolgendosi ad avvocati, hanno ottenuto solo parzialmente, e con un anno e mezzo di ritardo, quanto spettante, altri hanno avuto solo i contributi previdenziali pagati, ma nemmeno un centesimo di salario” spiega Beppe Luongo segretario generale Slc Livorno “Ci batteremo per il riconoscimento del Valore del Lavoro, crediamo che i musicisti e i lavoratori dello spettacolo meritino stipendi dignitosi. Le Arti, la Musica, la Cultura sono aggredite quotidianamente dalla mannaia dei tagli alla spesa, ma non dimentichiamoci che, se l’Italia non è uno sconosciuto lembo di terra tra due mari, lo deve soprattutto all’Arte e ai suoi Artisti”.
800 gli esodati a Livorno: Giovedì 28 in piazza
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Saranno circa 800 i lavoratori che, nei prossimi 3 anni, si ritroveranno senza pensione né stipendio, i tristemente noti come esodati. Si parla di numeri elevatissimi, dal momento che riguardano solo coloro che risultano residenti nel comune di Livorno: 220 nel settore metalmeccanico, 35 nelle poste, 80 tra assicurazioni e banche, ai quali vanno aggiunti i circa 440 in contribuzione volontaria, coloro cioè che, licenziati, senza lavoro ed ultra cinquantenni, sono costretti a pagarsi i contributi per arrivare alla pensione. “La situazione sta diventando drammatica” hanno commentato Enzo Cozzolini e Daniele Pettinato per il Comitato lavoratori mobilitati livornese “ancora non ci rendiamo conto dell’impatto sociale che questo fenomeno avrà in breve tempo. Vogliamo risposte e non ci arrendiamo”. Infatti è in programma per giovedì 28 giugno un presidio, a partire dalle ore 10, sotto la prefettura di Livorno al quale parteciperanno gli esodati metalmeccanici, delle poste, delle assicurazioni, dei bancari, dei trasporti e anche i pensionati. “Chiederemo di essere rievuti dal prefetto, riteniamo che il governo debba intervenire e risolvere questa situazione al più presto e soprattutto debba sanare le situazioni di tutti quei lavoratori che, al 31 dicembre 2011, avevano acquisito i diritti per andare in pensione in base alla vecchia normativa” spiega Enrico Pedini per Fiom Cgil “Come sindacato staremo vicino queste persone e, non appena uscirà il testo del decreto, convocheremo un’assemblea per informare i lavoratori ed aiutarli, anche con il supporto dei nostri esperti, ad intraprendere i percorsi più giusti”.
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